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Tecnowind, confronto al ministero c’è l’interesse di un fondo europeo

Corriere Adriatico

Comincia oggi una settimana importante sul piano industriale e occupazionale. L’attesa maggiore è senza dubbio per Tecnowind, se si considera che domattina, alle 10,30, tale vertenza sarà per la prima volta oggetto di discussione a un apposito tavolo del ministero dello Sviluppo economico. Lo stesso Mise, infatti, ha convocato l’azienda, i sindacati e la Regione Marche per un confronto che possa davvero contribuire a individuare un percorso che conduca in fretta a sbrogliare una situazione oggettivamente delicata. Il fatto è che Tecnowind, pur avendo numerosi ordinativi, non riesce a portare avanti l’attività produttiva come vorrebbe, a causa della mancanza di liquidità. In questo caso, giocano un ruolo fondamentale le banche, le quali da troppo tempo ormai sono restie a concedere finanziamenti. I recenti scioperi dei dipendenti, con tanto di cortei, presidi e manifestazioni in città, hanno riportato l’attenzione su una vicenda che rischia di assumere contorni drammatici per oltre 270 lavoratori. Il management spera ancora nel fondo di investimento dell’area Euro che in queste ultime settimane ha mostrato interesse per Tecnowind, ma è chiaro per essere sempre più appetibile l’azienda deve evidenziare segnali di salute, continuando l’attività produttiva regolarmente, cosa che al momento è quasi impossibile. Non tanto, beninteso, per i contratti di solidarietà, attivi ormai da tempo, quanto, come già detto, per la scarsa liquidità che non permette di pagare regolarmente neanche i fornitori, rischiando così di non ottenere il materiale necessario alla produzione di cappe aspiranti per cucina e piani cottura. «E’ sulla cessione al fondo di investimento che il Cda dell’azienda sta puntando con decisione sottolineano i sindacati e questa sarebbe certamente la soluzione migliore, ma, come ci hanno già detto, qualora non si riuscisse nell’intento, si aprirebbe la strada per il concordato in continuità». Concordato che, naturalmente, si cercherà di scongiurare fino all’ultimo, ma che comunque potrà costituire una via d’uscita, se sussisteranno i presupposti del fatturato e della clientela. E del tutto evidente, allora, la rilevanza del vertice fissato per domattina al Mise. «Con il vice ministro Teresa Bellanova avevamo avuto un confronto importante già a febbraio osservano ancora Fim, Fiom e Uilm per cui crediamo che in questi due mesi il Mise abbia eseguito tutte le verifiche del caso e sia pronto a prospettarci delle soluzioni». La vertenza Tecnowind ha fatto il suo ingresso alla Camera dei deputati, grazie a un’interrogazione presentata da 37 parlamentari, prima firmataria Lara Ricciatti. Novità sono attese pure riguardo alla vicenda della Jp Industries, soprattutto se si tiene conto del fatto che il nuovo piano industriale di Giovanni Porcarelli ha ottenuto la certificazione di una società esterna. L’auspicio dei 700 lavoratori e dei sindacati è che gli istituti bancari tengano in considerazione questo aspetto, ammorbidiscano la propria posizione e aprano le linee di credito, permettendo alla Jp di dare il via a un progetto innovativo.