Groups of paper chain teams

Incidenti mortali sul lavoro Morte di Giuseppina Spagnoletti nelle campagne di Ginosa

“Sarà naturalmente l’autopsia a spiegare le cause della morte di Giuseppina Spagnoletti nelle campagne di Ginosa e l’indagine già avviata dalla magistratura a chiarirci le condizioni di lavoro nell’azienda agricola coinvolta ma, al di là di questo e ben oltre questo, continuo a pensare che di lavoro non si possa e non si debba morire.
Non si tratta solo del lavoro nei campi. Come ci dicono purtroppo anche gli incidenti mortali accaduti solo giorni fa a Lucca e a Bergamo e i dati Inail che attestano un aumento delle morti sul lavoro nei primi mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016.
Le leggi e i controlli, anche se necessari, non sono sufficienti.
E’ necessaria una alleanza dell’intera filiera istituzionale, dal Governo fino ai Comuni, dove tutti si sentano allo stesso modo implicati e responsabili, senza esclusione e senza alibi di sorta, ed è necessario un idem sentire tra Istituzioni e imprese perché il fronte a tutela della sicurezza e della dignità del lavoro sia quanto più ampio possibile, facendo sentire meno soli i lavoratori e le lavoratrici, e più impegnate
le imprese.
Come ha ribadito ultimamente anche il Presidente della Repubblica, il nostro Paese non può rassegnarsi a subire morti sul lavoro.
Le norme sulla sicurezza devono essere assolutamente rispettate con scrupolo e i controlli devono essere attenti e rigorosi.
La legge contro il caporalato, l’attuazione dei Protocolli di intesa istituzionali, il raccordo tra istituzioni, indicano un modello importante messo in campo in questi anni a partire dal Governo Renzi che va rafforzato, sostenuto, considerato patrimonio comune da ognuno di noi.
Non si tratta di criminalizzare le aziende – grandi o piccole – ma si sostenere, ancora una volta di più, che non esiste qualità del prodotto senza tutela e sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici, senza difesa della dignità del lavoro”.