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Decreto Profumo: Perché non convince.

INTERVENTO DELL’ON. TERESA BELLANOVA SUL DECRETO PROFUMO

“PERCHE’ QUESTO DECRETO NON CONVINCE”

“Non si può consentire al Ministro Profumo di far passare per “ordinaria amministrazione” una scelta importantissima che invece riveste una assoluta valenza strategica, per di più a soli tre giorni dalla definizione del nuovo Parlamento e, quindi, del nuovo Governo.

La differenziazione territoriale dei criteri per l’accesso alle borse di studio proposta da Profumo, si inserisce a pieno titolo in quel filone di scelte, adottate dal centrodestra nell’ultimo decennio, che si sono poste come obiettivo quello di svilire l’Università pubblica.

I criteri individuati da Profumo, soltanto in linea teorica incoraggeranno l’emigrazione verso gli atenei settentrionali, perché in realtà i ragazzi provenienti dai ceti meno abbienti si troveranno la strada sbarrata dall’elevato costo della vita “fuori sede”, che soltanto in minima parte troverà copertura nelle borse di studio. A questo poi si aggiunga il pericolo crescente di ritrovarsi “idoneo non vincitore” e si comprende come la scelta dell’abbandono del percorso di studi universitario diventerà, in concreto, obbligata per tante famiglie meridionali. Proprio quelle famiglie più in difficoltà che di fatto si ritroveranno maggiormente esposte ad una drammatica scelta: continuare o meno a far studiare i propri figli. Una scelta che è evidente non si può accettare!

Il rischio che emerge in modo macroscopico è quello di accentuare la tendenza già emersa dagli ultimi dati sulle iscrizioni con la conseguenza di svuotare le Università pubbliche. Un modus operandi che oggi investe gli studenti, ma che già da tempo è stato praticato sui docenti. Perché anche il blocco del turnover ha già attuato nei fatti una notevole sperequazione, rivelando un tasso vicino al 50% al Nord (50 nuovi docenti in entrata a fronte di 100 in uscita) contrapposto a circa il 10% al Sud (solo 10 in entrata a fronte di 100 in uscita). Se poi si considera che i criteri recentemente introdotti per l’accreditamento dei corsi di studio impongono un certo rapporto tra docenti e studenti, si comprende meglio come riducendo gli studenti si otterrà anche un’ulteriore riduzione dei docenti, a partire nello specifico dagli atenei meridionali.

Per queste motivazioni consideriamo illegittimo, dal punto di vista democratico, che un Ministro uscente possa adottare questo tipo di provvedimento, a soli tre giorni dal voto ed auspichiamo, vista l’importanza del provvedimento che sia il nuovo Governo a discuterne in merito”.

 

Lecce, 9 febbraio 2013

On. Teresa Bellanova